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Lavoro e reddito nelle contraddizioni del Papa

28 maggio 2017


Guardate gli uccelli del cielo:
 non seminano, non mietono, 
non raccolgono in granai, 
e il Padre vostro celeste li nutre. 
Non valete voi molto più di loro?
Matteo 6,26

"L’obiettivo da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti, perché senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti".
Papa Francesco 

Ebbene il lavoro oggi significa usare tempo, risorse ed energie per convertirle in denaro al fine di sopravvivere, senza alcuna attenzione a impatto sull'ambiente, impatto sulla salute, impatto sulle relazioni, ritrovandosi sopravvissuti morti viventi. E' forse dignitoso questo?
Poi si predica bene e si razzola male: le istituzioni religiose esercitano qualche attività tale da chiamare lavoro forse? E non hanno esse stesse un reddito minimo garantito?
Allora è un po' come quando danno lezioni sul matrimonio, ma non possono sposarsi. Ma non è questa forse ipocrisia?

Allora no, i veri motivi per cui le istituzioni del profitto finanziario, tutte, da quelle politiche a quelle religiose, sono ossessionate che i popoli possano liberarsi dal lavoro in una società post-socialista automatizzata come quella contemporanea, diventando così davvero liberi da ogni schiavitù (e la schiavitù serve per imporre lavoro ad altri) li trovate descritti in questo studio antropologico.

Vale la pena poi tener presente che se è in atto una migrazione sostitutiva di popoli  organizzata dalle medesime istituzioni, è proprio perché interi popoli troppo emancipati da nuove forme di economia money-free  devono essere rimpiazzati lentamente con nuovi popoli mossi da bisogni primari impellenti, vero motore del consumismo e della ricchezza finanziaria sempre delle suddette istituzioni.

Non ci si dimentichi mai cosa c'era scritto all'entrata dei campi di concentramento e lavoro forzato nazista: "Arbeit macht frei" - Il lavoro rende liberi. Non si tratta macabra satira militare, ma vera e propria filosofia politica improntata sullo spazio vitale oggi sopravvissuta nella concezione di un nuovo ordine mondiale di stampo finanziario.






La differenza tra essere vivi o semplicemente accesi

12 maggio 2017


Può stupire fino a terrorizzare pensare che vent'anni fa un computer batteva l'uomo a scacchi (cosa inevitabile trattandosi di una macchina inventata per il calcolo), ma stupisce solo perché l'informatica è una tecnologia recente. Se si pensa invece che le prime auto ai primi del '900 non superavano la velocità di un cavallo stupisce il contrario, ossia che una macchina non potesse nella sua origine superare la natura.


Questa diversa reazione umana avviene perché a differenza dell'informatica, le applicazioni tecnologiche di meccanica e termodinamica sono da secoli collaudate, e diamo per scontato che un'auto superi un cavallo.
Le generazioni future dunque,  per le stesse ragioni, non saranno stupite dalle cose che oggi ci terrorizzano. Ma soprattutto capiranno che nessuna macchina per quanto sarà collaudata ad essere potente con i calcoli non inventerà mai alcun gioco per divertirsi con essi. Così come nessuna macchina per quanto corra a differenza di un cavallo avrà mai un proprio scopo per farlo.
Ecco la differenza tra essere vivi, o essere semplicemente accesi.


SINGOLARITA' Ma quale?