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La curva di Gauss e la Pervertitocrazia. Dalle armi all'arma denaro



Si premette che leggere questo post senza prima aver approfondito l'analisi di La curva di Gaus. Ossia cosa è normale in natura e cosa no  può non far comprenderne il contenuto.


INDICE

Ø  Introduzione

Ø Distribuzione gaussiana del "potere" 
         - Situazione naturale ideale 
         - Situazione artificiale ideale 

Ø Leggi di potere: dagli animali all'uomo

Ø Norma del più adatto e norma del più forte

Ø Legge del più forte: dalle armi all'arma denaro

Ø Pervertitocrazia e la sua cura




Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, 
il regno dei cieli si conquista con la forza 
ed i violenti se ne impadroniscono” 
Matteo 11, 12 
(trad. letterale archetipo greco)



                                        Introduzione 


Abbiamo approfondito sotto l'ottica della normalità scientifica (statistica) molteplici realtà della vita, dalla dietetica alle inclinazioni sessuali fino al crimine della pedofilia
Questi sono solo ambiti di estremo interesse per l'attualità e per il peso esistenziale. Ma sono solo esempi. La mente (non solo umana, ma animale in genere) applica l'analisi di quel che risulta normale e non normale durante ogni fenomeno vissuto. Per l'essere umano questo esercizio dovrebbe essere un piacere esistenziale oltre che un istinto conoscitivo. Invece purtroppo non è così. Per il senso comune conoscere, indagare, sperimentare, analizzare, comprendere ciò che è normale, è spesso tacciato per atto inopportuno, arrogante, a volte fastidioso o talora persino inquietante.

Il senso comune preferisce tenersi stretto un concetto di normalità che va in tutt'altra direzione dell'evoluzione naturale. Una normalità che preserva e conserva solo ciò che è dato sapersi per gentile concessione (ovviamente retribuita) dell'autorità competente (politica, scientifica, religiosa) attraverso i suoi mezzi di informazione passiva (tv e giornali). Si paga un servizio per evitare personalmente di indagare e conoscere in modo attivo. E l'autorità, per consolidare il suo status privilegiato (poichè remunerativo) ha confezionato e somministrato ai popoli un pregiudizio sociale verso la reale normalità, ossia quella scientifica, universalmente osservabile statisticamente. Ciò che è realmente normale, per le autorità è qualcosa da... "usare con cautela: può avere effetti collaterali". Soprattutto nell'era dell'informazione attiva globale (internet).

le armi e l'arma denaro
Tipica cerimonia di
investitura istituzionale occidentale

Italia, anno 2015 dopo la nascita di Cristo
Questa riflessione non è un presupposto anarchico: l'autorità è fondamentale per il mantenimento di uno stato di diritto. Il problema non è l'autorità in sè, ma ciò con cui si identifica l'autorità in accordo collettivo (patto sociale). In natura è sempre stato evolutivamente normale che risulti vincente la soluzione, la strategia, la pianificazione migliore. Questa dovrebbe essere l'autorità. In sostanza un'idea. Quella dal punto di vista logico migliore maturata singolarmente e in comunità. Ebbene l'essere umano è stato capace tra le tante sue imprese di inceppare questa ovvietà identificando l'autorità non in un'idea, ma in una persona. La quale nel suo ambito autoritario  personifica a prescindere l'idea migliore.
Da questo criterio deriva ogni dispotismo, ogni corruzione, ogni incompetenza, ogni stagnazione di antichi e moderni poteri istituzionali.

Qui ora tentiamo perciò un'ultima analisi gaussiana applicandola al settore più affascinante, complesso e forse più importante in assoluto nella vita umana. Il potere autoritario. Tentiamo di delinearne i connotati contemporanei in linea con le attuali potenzialità informatiche superando antiche e moderne filosofie del diritto (Platone, Aristotele, Montesquieu, Locke, Hobbes, Rousseau, Proudhon...) fondate sulla personificazione dell'autorità, e cerchiamo di comprendere quale linea evolutiva dell'essere umano, oggi, è pro o contro le leggi di una normale evoluzione naturale.








Distribuzione gaussiana del "potere" 

Situazione naturale ideale



Supponiamo di trovarci in una comunità umana ideale. Ideale non significa "perfetta". La perfezione non esiste. Ideale significa "al meglio di sè". Ideale è riferito qui a quella funzione peculiare dell'umanità che la guida in una evoluzione spirituale, scientifica e tecnologica positiva (ossia pacifica, ecocompatibile ed ecosostenibile).
Tale funzione (la vera potenza naturale dell'umanità) è l'intelligenza emotiva (IE). Ossia la capacità umana di interfacciarsi in modo armonico con l'ambiente circostante attraverso un'empatica ed onesta comunicazione con esso, identificandosi con esso.
L'IE consente di riconoscere le proprie potenzialità individuali, di maturarle una volta riconosciute, di metterle infine a servizio della comunità per sentirsi personalmente realizzato vedendole evolvere insieme a quelle degli altri.
Questa capacità vincola ogni altra abilità intellettiva (matematica, musicale, motoria, verbale...) a realizzarsi, poichè è questa capacità a fornire un contenuto reale, originale, nuovo, evolutivo, alle abilità suddette, che rimarrebbero altrimenti vuoti esercizi tecnici privi di progresso in sintonia con l'ambiente contingente circostante (in continua evoluzione).

In una situazione ideale l'intelligenza emotiva in quanto dono universale sarebbe normalmente presente e attuata nella maggior parte della popolazione. Sarebbe cioè normalmente distribuita, salvo naturali eccezioni.
Per identificare tali eccezioni facilmente, citiamo la definizione di intelligenza emotiva intuita già millenni or sono da Aristotele e fedelmente ripresa da Daniel Goleman nel suo Intelligenza emotiva (1995)

"Colui quindi che si adira per ciò che deve e con chi deve, e inoltre come, quando e per quanto tempo si deve, può essere lodato!" 
Etica nicomachea, Aristotele (Trad. it. di Armando Plebe, Bari 1973) 


Risulta cioè che essere buoni o cattivi quando non è il caso di esserlo significa avere un'intelligenza emotiva disturbata. Eccezionali risultano quindi atteggiamenti o personalità buone in modo estremo o cattive in modo estremo.
Dobbiamo allora far rientrare negli estremismi di buono e cattivo tutte quelle inclinazioni che paralizzano l'intelligenza emotiva ogniqualvolta essa deve intervenire nella normale e naturale dialettica tra ambienti.

Giusto per farsi un'idea schematica ci si può orientare così: 
intelligenza emotiva (IE): leali, onesti, riflessivi, risolutori...
estremamenti cattivi (EC): egoisti, disonesti, falsi, superbi...
estremamente buoni (EB)altruisti, ipocriti, perbenisti, passivi...

Queste sono solo categorie a titolo esplicativo. L'IE come ogni altra forma di intelligenza è un'abilità che si apprende e si attua sulla base della nostra forza di volontà, per quanto si possa essere più o meno predisposti geneticamente o per contesti sociali. Atteggiamenti e inclinazioni, per quanto abituali o consolidati siano, sono pur sempre una scelta. Spetta alla responsabilità individuale prendere consapevolezza delle proprie potenzialità, e scegliere se migliorarle o meno.
Rappresentiamo quindi graficamente la distribuzione normale dell'IE in situazioni naturali ideali.



In questo grafico è rappresentata la percentuale di successo dell'indole al potere in condizioni naturali ideali. In una società scevra di impostazioni artificiali che vincolano al potere (ossia le armi e il denaro) l'essere umano è libero di esprime al massimo le proprie potenzialità (il potere dell'intelligenza emotiva). Ossia è in grado di poter conoscere se stesso e comunicare con l'ambiente che lo circonda (habitat ed altri individui) al fine di ottenere l'ottimale controllo dei fenomeni naturali e condividerne i prodotti.
L'IE in condizioni naturali quindi è in grado di esplicarsi nella maggior parte della popolazione.
La percentuale di successo da parte di EC e di EB di esercitare potere sarebbe perciò contenuta in ristretti limiti fisiologici (casi in cui si perde eccezionalmente il controllo, in senso buono o cattivo) e patologici (personalità disturbate). Sono limiti confinati nel tempo oltre che nello spazio proprio perchè arginati dall'IE vissuta globalmente dagli individui circostanti.
Vediamo invece cosa accade in condizioni forzate da strumenti di potere artificiali (armi e denaro).





Distribuzione gaussiana del "potere" 

Situazione artificiale ideale



Solo in rarissimi contesti isolati purtroppo la società umana cosiddetta civilizzata sta progredendo sulla scia della situazione naturale ideale. 
La situazione in cui è di norma progredita è quella artefatta da due drammatiche invenzioni tecnologiche: le armi e l'arma denaro. 
Dimostreremo come questi due strumenti umani (le armi e il denaro) sono in mano a quella esigua parte di popolazione di estremamenti cattivi (EC) predisposti all'egoismo, alla disonestà, alla falsità, alla superbia... ma in parte anche in mano ad estremamenti buoni (EB). 

Questo è avvenuto poichè l'uomo ha adottato nella sua evoluzione una propria legge del più forte al posto del naturale principio del più adatto evoluzionistico. La prima è stata la legge responsabile di ogni crimine dell'umanità storiograficamente documentato, da Caino ai moderni genocidi. Il secondo è il principio che ha selezionato l'IE e da cui deriva ogni opera antica e moderna dell'ingegno umano.
La legge umana del più forte ha consentito ad 
EC di arrivare ai vertici del potere e conservarli per centinaia di millenni, rendendo la maggioranza della popolazione depressa, apatica e schizofrenica (DAS) a causa di una forzosa repressione dell'innata intelligenza emotiva IE.
Solo eccezionalmente in questa situazione è consentito alle persone di esprimere il loro genio IE, ossia quando conviene al potere EC e solo nei modi e nelle misure permessi da tale potere.
I meccanismi moderni di questa repressione sono straordinariamente descritti da Noam Chowsky qui.

Lungo questa analisi vedremo però anche come IE nell'ambito del potere in senso globale non solo sia sporadicamente emersa nella Storia, ma stia lentamente emergendo sempre più soppiantando la legge del più forte (ossia la legge delle armi e dell'arma denaro). Facendo sperare in un nuovo percorso antropologico per evitare la catastrofe globale dove siamo già entrati per certi termini, e cui siamo prossimi per certi altri, a causa di EC al potere.


Fonte foto: link Facebook

FONTE foto Link Facebook


Prima di entrare nel merito dell'eccezionale (in senso statistico e patologico) potere di EC, facciamo una breve analisi sul ruolo di EB.
Nella Storia la presenza di EB è stata funzionale al potere di EC, attraverso la religione.
EC nel corso della Storia è riuscito, sfruttando EB, a mistificare l'Intelligenza Emotiva IE di movimenti religiosi-ideologici sorti (e risorti) contro l'uso di armi e denaro (Cristianesimo e in parte Islam). Proprio nel momento in cui questi movimenti hanno cominciato nel I-III sec. dopo Cristo a diffondersi su scala globale (come è ovvio che sia per le manifestazioni di IE) diventando una minaccia al potere ultra-millenario di EC fondato su armi e denaro, EC ha istituito il potere di EB (istituzioni religiose e istituti di beneficienza) che ha funzionato per millenni e funziona tutt'oggi con le leggi di armi e denaro, in perfetta simbiosi con i poteri istituzionali di EC.
EC hanno permesso dunque ad EB di fondare loro peculiari istituzioni secolarizzando le religioni ed alleandole al loro potere esercitato con armi e denaro.
Mentre allora la religione 
di per sè è espressione di IE, le istituzioni religiose (le Chiese) divengono espressione di EB, e ritenerle sinonimi è una mistificazione (voluta e ambita da EB).
EB, ossia gli estremamente buoni (
altruisti, ipocriti, perbenisti, passivi...) dunque rappresenta quella percentuale di popolazione predisposta all'esercizio di potere con istituzioni che sono "l'altra faccia della moneta" del potere di EC. Ed è grazie a questa millenaria alleanza tra EC ed EB che l'IE dell'intera umanità è stata lentamente ma progressivamente ed inesorabilmente messa sotto scacco dalla depressione, dall'apatia e dalla schizofrenia (DAS) risultanti da tale sottomissione (schiavitù fisica e psicologica).
Depressione, apatia e schizofrenia sono gli effetti desiderati ed ambìti da EC ed EB per rendere inerme l'IE collettiva (coscienza collettiva) della maggioranza della popolazione.
Questa strategia ha reso possibile nella Storia olocausti e genocidi in Era pre-atomica, quando il senso di esistere di armi e denaro era la speculazione sul lavoro umano.
Oggi, nell'Era post-atomica, Era del lavoro automatizzato, dove il denaro e le armi non hanno più alcun senso di esistere in quanto è possibile come mai prima nella Storia condividere globalmente il miglior prodotto tecnologico senza alcuna speculazione sul lavoro umano, questa stessa strategia risulta altrettanto disumana che in Era pre-atomica.
Infatti è questa stessa strategia che sta rendendo possibile un indebitamento finanziario globale di interi popoli DAS con la sola giustificazione della speculazione finanziaria di EC ed EB, anche rischiando un terzo conflitto mondiale dall'esito catastrofico.
A questo è arrivato il potere autoritario ormai auto-delegato di EC ed EB.
Un conflitto mondiale vedrebbe salvi solo i potenti della Terra rinchiusi nei lussuosi bunker dei loro paradisi fiscali.
Tornerebbe anzi utile nei loro calcoli finanziari perversi. Tale conflitto rimpiazzerebbe milioni (o miliardi) di consumatori come quelli occidentali sempre meno redditizi perchè sempre più emancipati dall'economia della decrescita felice, con milioni (o miliardi) di disperati analfabeti provenienti dai paesi poveri, già predisposti alla sindrome DAS oltre che colmi di desideri consumistici su cui speculare finanziariamente.
Vediamo allora in cosa consistono dal punto di vista pratico i poteri di EC.






GOVERNI ISTITUZIONALI (potere legislativo, esecutivo, giudiziario, militare) 
Abbiamo visto sopra che il potere appartiene innanzitutto a poche persone che rappresentano l'autorità. Per millenni queste autorità si sono autoproclamate imponendosi con l'uso della forza. Con rivoluzioni intercorse nei secoli scorsi per mano di classi sociali (intellettuale e borghese) che acquisirono nuova consapevolezza sullo stato naturale dell'uomo, si instaurò uno stato di diritto dove tali autorità sono state piano piano e più o meno integralmente delegate alle suddette classi sociali nelle moderne monarchie parlamentari, democrazie presidenziali e repubblicane.
Queste istituzioni hanno potere in quanto hanno in affidamento il controllo delle armi: poteri legislativi, governativi, giudiziari nello stato di diritto hanno autorità super partes sulle forze armate.

FINANZA
In età moderna a partire dal Colonialismo (sec XVI) si è definito sempre più vincolante per lo stato di diritto un potere che pur non essendone primo attore come gli altri, ne è divenuto regista in età contemporanea. Il potere finanziario. Questo potere dirige le scene quotidiane di ogni parte sociale. Ed ha consolidato una vera e propria istituzione, quella bancaria nel senso più generico, che in epoca contemporanea legifera, governa e giudica in modo indiretto attraverso i poteri del medesimo stato di diritto, ad essa sottomessi tramite il suo strumento fondante: il denaro.
Il potere finanziario è riuscito ad ottenere questo ruolo di primaria importanza (supremazia) nella vita quotidiana su scala mondiale grazie al consumo di massa nato proprio con il Colonialismo (surclassamento della finanza privata su quella pubblica-statale)  e globalizzatosi in età contemporanea.

COMUNICAZIONE "informazione"
Vi è un altro potere. Cinematograficamente ritenuto un quinto potere
: quello dell'informazione-comunicazione. In realtà, esso è il fondamento di ogni altro potere: la comunicazione è il principio fondante di tutta la materia-energia in evoluzione naturale (metafisicamente e fisicamente).
L'informazione è divenuta un potere sociale quando gli strumenti di comunicazione passiva divenuti tecnologicamente di massa (mass-media: giornali, radio, tv) hanno applicato leggi di manipolazione psicologica (propaganda governativa). Attraverso questi strumenti è possibile tecnicamente mutare l'IE collettiva in DAS collettiva al fine di rendere ad EC/EB il massimo profitto dal consumismo di massa, e senza esercizio di violenza fisica (eccetto che per la propaganda di farmaci).
E' fondamentale ora analizzare il concetto di violenza parlando di comunicazione.
Armi e denaro di per sè infatti sono essi stessi strumenti di comunicazione: comunicano violenza. Fisica o psicologica. Lo stato di diritto stesso sussiste solo se gli individui rispettano la legge (comandamenti / imperativi categorici) violando la quale si subisce in linea di principio una violenza (violare e violenza hanno la stessa radice etimologica latina vis, forza).
La differenza tra il fucile di un cacciatore, il fucile di una forza dell'ordine e il fucile di un malvivente, non risiede nel fucile ma in ciò che ci comunicano in termini legali (ossia in termini di patto sociale). Ognuno di questi fucili ci rappresenta (psicologicamente) un tipo di violenza (fisica) diversa.
Stessa cosa dicasi pensando alla differenza tra una busta paga, una multa, una tassa, un pizzo o una tangente. Sempre denaro è... ma rappresentano violenze diverse.
Sottolineiamo che il denaro ha preso i connotati di un'arma dopo una metamorfosi radicale in epoca contemporanea. Da strumento commerciale millenario simbolo di rappresentanza (in scambio di beni) è divenuto valore in sè. 
Precisiamo infine che anche il potere finanziario e della comunicazione è delegato a persone. Sempre più di raramente hanno ruoli pubblici, sempre più sono poteri privati che spesso tra l'altro coincidono.
In Italia sono stati due poteri così talmente forti dal punto di vista privato (finanza e comunicazione) che hanno persino coinciso con i poteri istituzionali governativi per un ventennio, in barba a ogni conflitto di interessi (Berlusconismo).



GERARCHIA DI POTERI
Analizziamo quindi la gerarchia di questi poteri nella società moderna. In teoria, quello finanziario risulta sottomesso a quelli dello stato di diritto (poteri governativi, legislativi, giudiziari). Nella pratica invece avviene l'esatto contrario. Il potere finanziario impera.
In poche parole la finanza si è comprata lo Stato e lo ha fatto a suon di violenza fisica (armi) al fine di monopolizzare la violenza psicologica (denaro).
L'omicidio di JF Kennedy non ha moventi e meccanismi diversi da quelli di Falcone e Borsellino: il movente di fondo è finanziario e gli strumenti sono armi. Esempi storicamente e geograficamente disgiunti che ci fanno capire la portata di costanti fondamentali, ossia il controllo di armi e dell'arma denaro.
Vediamo come hanno potuto teoria e pratica del potere della violenza coesistere in modo diametralmente opposto per decenni.
In età primitiva fino alle rivoluzioni dello stato di diritto, il più violento (EC) ha detenuto il potere nelle comunità umane. In seguito alle rivoluzioni civili (Indipendenza americana 1776 e rivoluzione francese 1789) grazie all'IE sprigionata dalla rivoluzione scientifica-industriale (Illuminismo e Positivismo) l'essere umano ha avuto la straordinaria opportunità di stravolgere il patto sociale: fondarlo cioè sulla neo-scoperta legge di evoluzione naturale del più adatto (Darwin,1835)  soppiantando la legge del più forte. E l'ha parzialmente fatto! Realizzando moderne democrazie se non altro prive della primitiva schiavitù fisica (anche se maliziosamente si è sospettato che sia stata una mossa suggerita e permessa esclusivamente da fini consumistici).
Comunque sia andato, si è conservato un sistema "potere alle armi" finchè esse sono 
divenute di distruzione di massa nei recenti conflitti mondiali, momento storico che ha posto le basi per una loro globale eliminazione (Carta Atlantica,1941 e Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,1948).
Purtroppo poi le rivoluzioni epocali di IE di fine XVIII secolo (Illuminismo, Positivismo, Rivoluzioni americana, francese, industriale) non hanno raggiunto questo scopo perchè il potere delle armi è stato rimpiazzato con lo strumento denaro, trasformato in arma attraverso la finanza.
Da strumento di scambio il denaro è divenuto strumento "desiderato in sè" dal dopoguerra ad oggi, riuscendo ad asservirsi le armi convenzionali
indirettamente tramite il poteri governativi (servizi segreti ed eserciti ufficiali) e direttamente ... fabbricandole e comprandole! 
Il denaro oggi può tutto perchè compra tutto: armi, governi, informazione.
Ecco come si può schematicamente rappresentare l'evoluzione del gioco di poteri dalla preistoria all'epoca contemporanea:



Poteri e loro armi dalla Preistoria ad oggi.
Vedi testo sotto per spiegazione



Per l'uomo primitivo gli strumenti di potere sono stati esclusivamente le armi che trasmettevano direttamente informazione di violenza fisica, monopolizzate ovviamente dagli EC per il governo delle comunità. 
In seguito nell'antichità gli EC hanno introdotto il denaro, imponendolo per millenni come informazione commerciale per arricchirsi. Hanno rimpiazzato con esso le armi di distruzione di massa dell'epoca moderna  rendendolo  informazione violenta indiretta (psicologica), ossia finanza, la quale ha lentamente ma inesorabilmente sottomesso governi e comunicazione di massa globale.
In epoca contemporanea, dal secondo conflitto mondiale, le armi convenzionali sono sottomesse all'arma denaro (finanza) ed usate in sinergia dagli Stati più forti (EC) per mettere in ginocchio la sussistenza di interi popoli privandoli di sovranità sul loro territorio.
Per concludere. Se la teoria (dominanza del potere governativo su quello finanziario) coesiste con la pratica opposta (dominanza del potere finanziario su quello governativo) è perchè siamo a ridosso di una fase in cui EC ha preso il sopravvento proponendo sulla carta i migliori presupposti e obiettivi suggeriti da IE dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma senza di fatto realizzarli poichè per patto sociale il denaro ha preso il sopravvento sul governo della quotidianità. 
Il denaro, in quanto finzione per definizione poichè rappresenta ciò che non è, e in quanto moderna applicazione come arma, non può che essere al meglio governato da EC, per definizione falsi, egoisti, disonesti, superbi...patologicamente violenti, e quindi ontologicamente affinità elettive con la loro creatura: l'arma denaro.
Morale della favola, oggi è osservabile che le persone perverse rivestono ruoli autoritari su ogni contesto sociale


Segue una disamina che tenta una spiegazione di come ciò sia stato storicamente e antropologicamente possibile.







Leggi di potere: dagli animali all'uomo

La legge di evoluzione naturale prevede l'adattamento degli individui all'ambiente in cui vivono. Nella lotta per l'esistenza il potere è di chi sopravvive, e sopravvive il più adatto. Abbiamo già anticipato s come l'uomo ha frainteso questo principio con la legge del più forte. Approfondiamo ora come la legge del più forte sia ben diversa dalla legge del più adatto.
Una facile obiezione sarebbe "l'uomo è un prodotto della natura, quindi anche le leggi umane sono naturali!". Certo. Infatti il contesto che stiamo analizzando è la normale capacità evolutiva di una legge, non la sua naturalezza (qui i dettagli sulla differenza tra naturale e normale).
Superbamente qualcun altro inoltre può avanzare l'osservazione che "l'uomo è il più evoluto fra gli animali proprio grazie alla sua legge del più forte". Questa associazione è falsa, poichè è solo e sempre grazie a un adattamento evolutivo che l'intelligenza umana ha trovato la sua fortuna, e non grazie a una specifica legge sociale (come appunto la legge del più forte).

La legge umana del più forte non è una legge normale, bensì una legge d'eccezione, di una eccezionalità patologica, poichè risulta osservabilmente contro natura. Così estremamente contro natura che dopo appena un milione di anni di evoluzione di questa legge, oggi, all'apice della sua espressione, come specie siamo già sull'orlo di una probabile estinzione.

I dinosauri per un mancato adattamento naturale si sono estinti dopo essere evoluti per 200 milioni di anni. L'essere umano con la sua legge del più forte ha messo a repentaglio il suo futuro sul Pianeta Terra in appena 1 milione di anni, e senza alcun impatto di asteroidi!
Qualora sussiste una legge del più forte all'interno di una comunità di individui, essa normalmente non deve andare contro il principio del più adatto.
Perchè vi è una gerarchia di leggi in natura.
La gerarchia delle leggi umane la ricalcano niente meno che ad un livello di coscienza superiore (vedi cap 2.3 Psiche e corpo). Per fare un esempio, così come per convenzione umana la legislazione regionale non può andare contro la legislazione nazionale e la legge nazionale non può violare una legge internazionale, così in natura la legge del più forte, in una normale evoluzione, non può andare contro un principio evolutivo di ordine superiore. Pena un'evoluzione anomala. Pena la patologia. Pena l'estinzione.
Perchè la natura non è una convenzione. Men che meno umana. La natura è una logica.

Ebbene, l'uomo ha inceppato l'evoluzione elevando a grado massimo, nella relazione con i propri simili e con il suo habitat, la sua legge del più forte in profondo contrasto con il principio evolutivo del più adatto. 
Ecco perchè la legge umana del più forte è estremamente contro natura. Lo si osserva dall'evoluzione. In epoca contemporanea (economia finanziaria) il frutto più evoluto di tale legge, il denaro, è divenuto l'effettiva causa di estinzione per impatto ambientale e disastri umanitari.
Ma come è possibile che una legge del più forte abbia prevaricato in modo così prepotente sulla legge del più adatto?
Per capire questo dobbiamo osservare cosa successe...uscendo dalle caverne.



Norma del più adatto e norma del più forte

La legge del più forte dunque è una norma naturale interna alla comunità animale. Il principio del più adatto invece è una norma naturale più estesa, imposta dall'evoluzione. Facciamo alcuni esempi concreti per capire.
In natura non sopravvive il più forte tra il leone e la gazzella. Se così fosse, scomparirebbe la preda e rimarrebbe solo il predatore destinato così all'estinzione. Invece sopravvivono entrambi. Sopravvive il leone più adatto a catturare la gazzella, e la gazzella più adatta a sfuggire il leone. Questo è un principio di adattamento.

Tuttavia, in una comunità di leoni si accoppia prima il maschio più forte. Così pure avviene tra i maschi delle gazzelle e dei vertebrati superiori in genere. La legge del più forte quindi ha significato per l'instaurazione quindi di una gerarchia (a un livello di coscienza inferiore, come detto sopra) laddove l'istinto sessuale animale è strutturato in senso tale. 
Tra l'altro non sempre è la forza fisica in senso stretto un criterio gerarchico nelle popolazioni animali. Spesso sono altre doti o abilità fisiche (ad esempio il colore della cute nei pesci o il piumaggio e il canto negli uccelli).

Puntualizziamo ora un aspetto fondamentale. Una normale legge del più forte in natura serve a creare priorità, non esclusività. Non si riproducono solo individui più forti, più abili, più belli. Costoro tendenzialmente si riproducono semplicemente prima e di più.
La non-esclusività garantisce variabilità genetica, prerogativa dell'evoluzione, poichè la variabilità è fonte di novità, presupposto di ogni adattamento.

Ebbene, l'uomo ha inceppato l'evoluzione elevando a grado massimo, nella relazione con i propri simili e con il suo habitat, la sua legge del più forte in profondo contrasto con il principio evolutivo del più adatto. 



Legge del più forte: dalle armi e all'arma denaro

E' facilmente dimostrabile con banali osservazioni (vedi cap.3.2.Questione di metodo) come il metodo scientifico non sia affatto una prerogativa dell'essere umano, ma un processo conoscitivo e applicativo della mente degli animali (studiandolo in profondità esso risulta uno schema evolutivo naturale intrinseco a tutta la materia esistente -organica e inorganica- essendo essa strutturata su una logica).
Ecco perchè l'analisi della normalità statistica, come affermato nell'introduzione di questo post, è materia alla portata di tutti: perchè lo è il dono del metodo scientifico. E se oggi il senso comune rigetta lo studio scientifico della normalità che lo circonda ritenendolo possibile solo dalle elitè (laureati, accademici, istituzioni) è perchè questo senso comune è stato addestrato dalle medesime a sentirsi inadeguato ad esso, relegandosi alla depressione, all'apatia e alla schizofrenia (DAS).

Nell'essere umano rispetto agli animali il metodo scientifico è semplicemente più evoluto: questa avanzata comprensione della logica evolutiva del mondo circostante ha permesso all'essere umano applicazioni tecnologiche sul controllo dei fenomeni naturali strabilianti.
Le più primitive applicazioni tecnologiche furono armi necessarie a procacciarsi il cibo e difendere il proprio territorio da predatori indesiderati.
Ovviamente il più meschino (il più forte tra gli EC) non poteva non approfittare di questo iniziale strumento di sopravvivenza (armi per la caccia) per imporre il suo dominio sui suoi simili.

Tralasciando interpretazioni religiose e teologiche e considerando solo semplici supposizioni antropologiche, si deduce che il germe della dannazione umana risiede quindi nella mistificazione di un atto di forza fisica o psicologica intraspecie che l'individuo umano esercita verso un proprio simile.
Primitivamente, tale mistificazione (falsità, inganno) fu usare la forza fisica di necessari ed utili strumenti di sopravvivenza (armi per la caccia) al fine di sottomettere propri simili.
Modernamente, tale mistificazione (falsità, inganno) è usare la forza psicologica dello strumento denaro (designato a rappresentare il valore della realtà  da millenni; imprinting) per lo stesso fine: sottomettere propri simili.
Ribadiamolo ancora una volta, visto che è lo scopo del post e ora questa è l'evidenza: queste mistificazioni potevano e possono essere ideate, attuate e perpetrate solo ed esclusivamente da individui falsi, disonesti, superbi, cattivi (EC).
E questi individui saranno la rovina dell'umanità e del Pianeta finchè sarà delegato loro il potere da accordi collettivi possibili con la sottomissione fisica (schiavitù coloniale; armi) o psicologica (schiavitù neocoloniale; denaro). Sottomissioni garantite dal disinteresse collettivo (depresso, apatico, schizofrenico) a voler comprendere la realtà nella sua normalità scientifica. Unica comprensione finalizzata a valorizzare la realtà per ciò che è, cui deve essere adeguato l'accordo collettivo (patto sociale normale).

Dovremmo riuscire a comprendere a questo punto della trattazione come l'arma denaro abbia condotto la collettività a reprimere la connaturale IE facendo emergere lo stato di DAS, ormai a tutti gli effetti una sindrome globale nel mondo occidentale.

Il denaro non è uno strumento di sopravvivenza ma uno strumento di scambio attraverso trasferimento di valore: un oggetto designato a rappresentare ciò che non è, su accordo collettivo. Di fatto quindi, un accordo su un imbroglio: rappresentare le cose con ciò che non sono.
L'accordo a rappresentare la realtà con un valore che non è, ha condotto inconsciamente gli individui a falsificare anche i valori interiori, compromettendo la capacità di realizzare la propria personalità, e di conseguenza impossibilitando a fare comunione di se stessi nella comunità (comunicare per condividere).
Si può presumere che tale accordo sia stato imposto alla collettività sottomessa con le armi, qualora comparve l'esigenza del più meschino (divenuto casta) di possedere "l'imponderabile", ossia ciò che non era più possibile scambiare tramite baratto (passaggio dalla moneta ponderata a quella numerica).
L'invenzione del denaro fu una sorta di "app" delle armi come strumento di dominio. Fu il possesso di ciò che è dominato con le armi, a richiedere l'invenzione del denaro.

In una situazione ideale di produzione e fruizione condivisa di beni, non esiste necessità di possesso mediato, quindi non esiste necessità di armi e di conseguenza non esiste necessità di denaro.
Questa era la situazione ideale vissuta nelle caverne quando l'uomo produceva e fruiva di tecnologie rudimentali, antecedentemente alla mistificazione della violenza intraspecie.
Questa era la situazione ideale, come menzionato sopra, ambita dalle primitive comunità cristiane seguendo l'insegnamento del più grande maestro di IE della Storia dell'Umanità, ma prontamente represse prima con le armi e in seguito corrotte dal denaro non appena si sono globalizzate.
Questa invece non è stata la situazione ideale voluta dall'ideologia politica del Comunismo, che ha mantenuto innanzitutto come presupposto una società fondata sul lavoro umano e il denaro che ne deriva (il capitale), e come se non bastasse ha mantenuto una società fondata sul classismo sociale, delegando alla classe operaia il controllo di poteri statali. Come ha dimostrato la Storia, questo tentativo ideologico-politico è stato il più colossale disastro combinato da EB tentando di ottenere il controllo supremo su EC, usurpandone gli stessi poteri con gli stessi strumenti. Disastro inevitabile, a mio avviso, poggiando sull'ipocrisia più totale.
Tuttavia se il Comunismo ha giustificazione storica nel contesto socio-culturale imminente la Rivoluzione Industriale, non ha trovato più alcuna giustificazione dopo il secondo conflitto mondiale. Era inevitabile che il Comunismo subisse una subdola metamorfosi in capitalismo finanziario "dittatoriale" con l'avvento dell'automazione dell'era informatica al pari di tutte le altre forme di governo occidentali.
Infine, una situazione di produzione e fruizione condivisa di beni, senza necessità di possesso mediato, quindi senza necessità di armi e denaro. è anche la situazione ideale cui si presume e si spera porterà il moderno concetto di open-source garantito dalla rete informatica: un'occasione globale di annullamento del senso dell'uso del denaro e di conseguenza delle armi, dove il lavoro umano è esclusivamente concentrato sullo sviluppo delle personali capacità artistiche, intellettuali, spirituali al fine di condividerle in comunità, localmente e globalmente, attraverso l'uso ecocompatibile ed ecosostenibile della tecnologia automatizzata, unico oggetto di cui l'individuo potrà e dovrà universalmente riscoprirsi padrone e non schiavo.


Discorso straordinario di un veterano della guerra in Iraq





Pervertitocrazia, e la sua cura.



L'eliminazione delle armi e dell'arma denaro dalla società civile sembra un progetto improponibile e inattuabile da quanto questo strumento ha impregnato (imprinting) la scala di valori esistenziali dell'essere umano.
In realtà è una soluzione già programmata da molti recenti movimenti politico-ideologici in tutto il Mondo:

Ø      MoneyLess (Senza Denaro)

Ø     Money Free Party (Partito della gratuità)


Ø      Transizione-ITALIA 

Ø      Sharin-Game (Gioco della condivisione)

Ø Foundation on economic trends (Fondazione tendenze economiche)

Ø      ...to be continued

Queste sopra sono varie forme di progetto per una rivalutazione realmente moderna, seriamente scientifica e tecnologica, del ruolo di economia e politica nella società civile contemporanea.
Rivalutazione plausibile solo eliminando il denaro con la sua economia di mercato finanziario, causa di ogni decadenza esistenziale e ambientale, come dimostrato in questo post.
Cito a parte una teoria che non può essere definito movimento in tal senso come quelli citati sopra, ma a mio avviso fondamento culturale di ognuno di essi, presenti e futuri, essendo un esame interdisciplinare di ogni aspetto scibile della contemporaneità: il Principia Cybernetica Project.
Oltre a questi progetti, vi è anche la testimonianza di esperienze di vita senza denaro intraprese su iniziativa personale di normali cittadini, ovviamente continuando una vita civile e non di vagabondaggio. Ne riportiamo alcuni esempi recenti a titolo di esempio:






Non può essere immediato un convinto riconoscimento di questi progetti da parte di una collettività con mentalità affetta da sindrome DAS (vedi sopra).
Sarà certamente un processo complicato. Forse impegnerà una, due o più generazioni. Si spera occupi ad ogni modo il tempo necessario per vederne i risultati prima di un punto di non ritorno in termini di disastro ecologico e di patologia irreversibile della Pervertitocrazia (entità finanziaria unica, organizzata in istituzioni, mafie e massonerie ormai indistinguibili).
Sempre che tale punto non lo abbiamo già toccato.

La velocità e il successo di questo processo di conversione, dipenderà dall'Intelligenza Emotiva di ognuno di noi. Perchè è solo il risveglio della coscienza dell'individuo, la sua predisposizione ad attribuire il vero valore alla realtà che la circonda, e la sua volontà di condividere questo valore, che può innescare quel travolgente effetto domino che esita, globalmente, in una nuova coscienza collettiva.

Questa trattazione spera di innescarlo nel suo piccolo, minando alcune false certezze e luoghi comuni moderni che ci hanno reso depressi, apatici e schizofrenici verso la cosa più preziosa e gratuita che esiste in natura e che provvisoriamente possediamo: la vita.
E siamo così tanto depressi, apatici, e schizofrenici da ritenerla un mistero per il solo fatto che "prezioso" ed "gratuito" ci risulta inconcepibile ritenerli attributi della medesima cosa.
Eppure la vita è gratuita. L'esistenza è e deve essere gratuità! E l'uomo con le sue potenzialità deve, abbandonando il denaro, riprendere possesso del vero valore della vita, e che ha perso proprio scambiandolo col denaro (che è puro imbroglio).

Nel momento in cui si vincerà questa sfida con se stessi, abbattendo la paura di conoscere se stessi e mescolarsi globalmente con gli altri in qualcosa di continuamente nuovo e migliore, in quel momento diventerà un gioco, un divertimento unico e continuo, costruire insieme una nuova economia, una nuova politica, una nuova arte, una nuova scienza, una nuova tecnologia. Una nuova società. Fatta ogni giorno, ogni ora, ogni minuto di rapporti umani, dialoghi, suoni, odori, sapori, esperienze intellettuali, artistico-sportive e spirituali condivise. Localmente e globalmente.

Difficile sarà anche rendersi conto che abbandonare il denaro non significa affatto abbandonare una cosa sacra quanto la persona: la proprietà privata. Si tratta semplicemente di non ambire a possedere (''comprare,,) la proprietà privata degli altri. Altra impresa concettuale questa per chi è depresso, apatico, schizofrenico dall'abitudine di intendere la proprietà privata esclusivamente in relazione proporzionale al denaro, dissacrandola oltremodo facendola pretesto di atti di violenza intraspecie (vedi sopra).

Non sarà facile prendere coscienza che nell'Era digitale, nell'Era informatica, nell'Era dell'automazione robotica, il lavoro deve (perchè può) smettere di essere alienazione esistenziale.
Oggi ogni lavoro, il lavoro del più ricco come del più povero, è alienante poichè incastrato in speculazioni finanziarie sull'ambiente (profitto dall'inquinamento), sulla salute (profitto farmacologico), sulla povertà (profitto su beneficenza e gioco d'azzardo).
Alienazione religiosamente costruita in antichità da EB (vedi sopra) e prorogata modernamente dal socialismo di EC, in ogni sua forma totalitaria o democratica.
L'uomo non è stato condannato da Dio a lavorare. Se proprio tiriamo in ballo Dio, l'uomo è stato semmai condannato a fare della propria esistenza un sacrificio avendo voluto conoscere la morte attraverso la conoscenza del bene e del male (frutto proibito in quanto "mortale"). Ma Dio ha anche nobilitato l'uomo della sua divinità mettendolo in grado di amare quel sacrificio. Unico dono, l'amore, che può benedire divinamente la morte nell'attesa del riscatto di quel sacrificio: la vita eterna.
Dunque non Dio ha condannato l'uomo a lavorare, ma un suo simile per avere uno schiavo. E il lavoro che condanna l'esistenza di un uomo verso un altro uomo tramite violenza fisica o psicologica (le armi o l'arma denaro; vedi sopra) è la barbarie più infame mai concepita su scala globale dalla mente perversa di alcuni individui patologicamente d'eccezione (EC ed EB). e perpetrata per millenni.

In un mondo senza denaro il lavoro oggi condotto in modo alienante dalle persone, semplicemente sarà fatto svolgere dalle macchine. Il termine lavoro dunque, attribuibile alle macchine, sarebbe umiliante riferirlo all'uomo, ritrovandosi impegnato semmai a manifestare il suo amore in un ottica di servizio sociale, nel controllo dell'automazione che tra l'altro, non essendo più mirata al profitto finanziario ma alla produzione ecocompatibile del miglior prodotto desiderabile e desiderato individualmente o collettivamente, non sarà probabilmente neppure spinta all'esasperazione come quella attualmente in atto.

Sparirà il lavoro, e inizierà il servizio di noi stessi verso gli altri. Il servizio gratuito nel rispetto del nostro genio e dei nostri limiti. Il servizio delle nostre capacità intellettuali, artistiche, spirituali, riscoperte universalmente senza gli imbrogli esistenziali dell'economia finanziaria che mira invece a farle emergere solo limitatamente ai casi e nei modi e nei tempi finanziariamente convenienti.

Sparirà tutto ciò che ruota attorno al denaro. Sparirà ogni tossicosi fisica e mentale generata e nutrita dalla depressione, dall'apatia e dalla schizofrenia (sindrome DAS).

Sparirà tutto ciò che ruota attorno al denaro, ma innanzi a tutto ciò che genera denaro.
Sparirà quella violenza di eccezionali uomini di partito politico, promotori finanziari e banchieri, guardie della finanza, assicuratori, economisti della finanza, commercialisti, sindacalisti, funzionari pensionistici...
Spariranno d'incanto dalla faccia della Terra tutti questi lavori che campano sull'idiozia meschina di un'invenzione sanguinaria millenaria suggerita dall'egoistica vanità umana.
Spariranno tornando al nulla di cui hanno l'essenza (il denaro). Spariranno e sarà possibile recuperare decorosamente e dignitosamente l'esistenza e la mentalità compromesse di quanti hanno emancipatamente esercitato questi lavori fino ad oggi, al soldo di una Pervertitocrazia di cui sei miliardi di individui sono esausti. Spariranno per un patto sociale fondato sulla normalità naturale.
Spariranno per inaugurare una nuova era fondata sulla gratuità, essenza della vita.
E onestamente io non posso non crederci.






La curva di Gauss e le inclinazioni sessuali


Si premette che leggere questo post senza prima aver approfondito l'analisi di "La curva di Gaus. Ossia cosa è normale in natura e cosa no"  può non far comprenderne il contenuto.










Forse nulla più del tema sessualità si presta alla comprensione non solo di cosa in natura è "normale ed eccezionale", ma anche alla comprensione del rapporto tra l'accadimento "relativo e assoluto" dei fenomeni naturali, e la nostra loro comprensione. 

La pulsione sessuale, con tutta la sfera socio-psico-fisica che la circonda, è un perfetto mix tra ciò che è relativo all'individualità, e ciò che è costituzione genetica assemblata in termini assoluti dalla selezione naturale (legge di adattamento).

Ci si può sentire attratti in modo relativo ad un partner. Ma la pulsione sessuale è atteggiamento "assoluto" attraverso cui sperimentiamo quella "relativa" attrazione. Un nostro sentimento verso il partner può essere sfaccettato fin che si vuole, ma l'atto sessuale che ci mette in relazione è universalmente quello. Da sempre. Per tutti. In ogni angolo del Pianeta.

Disincantarsi su questo è già un enorme traguardo. Ma ancor di più è il ragionamento successivo. Ossia rendersi conto che la dimensione sessuale "relativa" all'individuo è un'espressione di quella "assoluta" in termini biologici.

Il nostro modo di vivere la sessualità quindi, con tutte le sue variabili psicologiche, fisiche, sociali, è riflesso di una costituzione progettata e programmata dalla natura.
Noi siamo espressione della natura. Non il contrario. Anche dal punto di vista sessuale. Purtroppo l'eccezionale capacità umana di controllo dei fenomeni naturali, ha messo l'uomo stesso nella condizione di mistificare il suo ruolo in natura. Mettendolo in preda a un delirio di onnipotenza fin dalla notte dei tempi (la narrazione del biblico peccato originale ne è la testimonianza più antica).

Metaforicamente, la natura con la sessualità è come se ci avesse fornito una bicicletta da montare ed usare. La fornitura è genetica. Il montaggio avviene durante la pubertà e il suo uso è per il resto della vita. Purtroppo avviene che a volte ci possono essere difetti di fabbrica, e vanno assolutamente riconosciuti per non attribuirsi o farci attribuire colpe che non abbiamo. Però n
on sarà mai colpa della natura se montiamo e usiamo la nostra bicicletta nel modo sbagliato.  
E anche nel momento in cui la montassimo e la usassimo nel modo ideale, quella bicicletta non sarà mai una nostra invenzione.
Se riusciamo a riconoscere questo, avviene una magia. La sessualità non risulta più uno strumento per noi, ma siamo noi uno strumento per la sessualità. Noi siamo attraverso la sessualità strumento della natura per creare vita.


Questo è un disincanto straordinario. Diventare consapevoli che il nostro corpo, la nostra psiche, i nostri schemi sociali, sono un puro strumento della natura per estrinsecare la sessualità.
Lo scopo della vita infatti è proseguire la vita stessa, migliorandola. E la sessualità è la sua strategia.

Ciò prevede però l'attrazione di un sesso per il sesso opposto. Entriamo allora di fatto nel tema.








"Naturale" non è sinonimo di "Normale"


L'omosessualità è un atteggiamento sessuale presente in natura  negli animali superiori (mammiferi compresi). Il fatto che lo si riscontri in natura, ossia che sia naturale, è un'osservazione che nulla ha a che fare con l'analisi statistica della sua incidenza, che indica quanto normale sia.
Naturale e normale non sono sinonimi. Affermare che un fenomeno è normale poichè è naturale è una mistificazione della realtà. 


Non occorre compiere osservazioni su larga scala per dimostrare che nelle popolazioni animali l'omosessualità è un atteggiamento d'eccezione, e non la norma. Norma significa "maggior parte dei casi". Ed è ovvio che sia così per un principio evoluzionistico semplice. Gli individui che non provano attrazione per il sesso opposto tendono a non riprodursi. Ecco perchè l'omosessualità non può diventare la norma: è un comportamento autolimitante.

Di norma quindi l'attrazione sessuale presente in natura è verso il sesso opposto. Altre forme di attrazione sessuale sono naturali deviazioni dalla norma.

Arrivati a questa deduzione è necessario immediatamente analizzare per bene gli enormi fraintendimenti, pregiudizi e preconcetti che sussistono intorno al termine deviazione (disturbo-malattia) in senso stretto e in senso generico, al di là dell'ambito sessuale.
Sarà facile alla fine di questa analisi capire quanto la guerra fra due fronti sociali (omofobi e omosessuali) sia frutto per entrambe i fronti di istinti di sopravvivenza ma anche di ignoranza e ottusità.

Lo scopo di questa intera disamina sarà spiegare la fenomenologia di un comportamento semplicemente non normale (naturale per quanto riguarda l'omosessualità, contro natura per quanto riguarda l'omofobia) per offrire un'opportunità di comprensione culturale, tolleranza sociale e crescita umana.










La malattia, fenomeno naturale... e normale


La contraddizione in termini cui si arriva riflettendo sul senso della malattia come fenomeno naturale e normale è solo apparente. Anzi è un esercizio di comprensione logica fondamentale per superare certe verità precostituite plurimillenarie, confezionate e collaudate 
agli albori dell'umanità quando eravamo ancora più scimmie che uomini, al fine della sopravvivenza di specie.
Oggi, è necessario rivalutare e riformulare queste verità se come specie animale ci vogliamo salvare dalla più pericolosa invenzione dell'uomo: la vanità.
Anche perchè ormai in ballo a causa della vanità umana non c'è più solo il ruolo di capobranco, come agli albori, ma l'estinzione di specie stessa.


Addentriamoci nella contraddizione e risolviamone l'inghippo.
Per definizione, la malattia è la perdita parziale o totale di una funzione d'organo. Quando un organo perde la capacità di funzionare per lo scopo per cui si è evoluto, è malato. Per convenzione in medicina si è definito quindi fisiologico ciò che concerne la funzionalità normale. Patologico la deviazione dalla funzione normale.
Ora essendo qualsiasi organismo vivente (animale e vegetale) progettato per nascere, vivere, e morire, sarebbe un controsenso ritenere che questo intero percorso (detto in una parola, l'invecchiamento) sia patologico. Per forza di cose è fisiologico alla sopravvivenza dell'ecosistema, e il miglioramento della specie.

L'invecchiamento quindi è fisiologico. Eppure esso si attua solo ed esclusivamente attraverso una perdita progressiva e inesorabile delle funzionalità d'organo (le ossa si consumano, i muscoli si indeboliscono, le arterie si irrigidiscono, la vista diminuisce, i denti cadono, tessuti vitali come cuore e cervello degenerano). Ciò lo abbiamo definito prima come malattia, quindi patologico.

Ed eccoci alla contraddizione in termini. Come può essere l'invecchiamento fisiologico e patologico allo stesso tempo?
Ebbene, è possibile grazie alla vanità umana.

Il processo di invecchiamento è un fenomeno naturale, e in quanto tale ha una sua normalità, e una sua deviazione dalla normalità. Un invecchiamento precoce è patologico tanto quanto un invecchiamento troppo prolungato. Per la Natura allora l'ambizione dell'uomo moderno di non invecchiare mai è patologico tanto quanto un desiderio di invecchiare prima. Ripeto, per la Natura. Ma per l'uomo?

Ecco come si risolve la contraddizione. Distinguendo ciò che un fenomeno naturale è secondo natura, e ciò che un fenomeno naturale è secondo la vanità umana.

L'uomo moderno, mettendo l'invenzione del denaro a guida della propria vanità e delle proprie potenzialità tecnologiche (dall'invenzione della virtualità cinematografica alla sua moderna digitalizzazione) si è costruito l'immagine di una realtà virtuale sempiterna dai connotati perfetti e vive l'invecchiamento come qualcosa di negativo, da contrastare su ogni fronte. E ciò è possibile grazie alla moda, all'alimentazione sintetica, al lifting...
E incredibile a crederci ma è così, per un raffinato transfer psicologico è possibile anche attraverso l'indebitamento delle nuove generazioni verso le vecchie.
Affronteremo questi aspetti in altra sede.

Tornando a noi. La malattia, sia essa fisiologica o patologica, deve essere ritenuta una condizione da curare e guarire nei limiti dell'etica scientifica, e ovviamente nella libertà di scelta terapeutica dell'individuo. Che si parli quindi di vecchiaia oppure di patologie in senso stretto, curarsi deve essere un libero diritto, ma anche un dovere da esercitarsi in scienza e coscienza,  rispettando la natura oltre che la propria persona e la collettività. Questo è un traguardo ancora lontano nel XXI secolo. Poiché come abbiamo accennato su, la malattia è un business finanziario di fatto svincolato da diritti e doveri etici (vedi l'impatto ambientale della medicina, la politica del mondo della ricerca, l'industria della carità...).
Invece è un traguardo ormai abbastanza consolidato ritenere che il malato non deve essere oggetto di discriminazione. Almeno sul piano teorico. E ora discuteremo di questo.










Il malato, una realtà ipocrita. 


Che il malato non debba essere oggetto di discriminazione... è davvero un traguardo consolidato nella società moderna? Innanzitutto, perchè mai discriminare i malati?
La malattia in sè non è mai stata una cosa di cui l'evoluzione naturale...si vanta. Per ovvie banali ragioni. La natura identifica e circoscrive ciò che è ammalato, lo ripara se è possibile e lo isola in caso contrario per evitarne la riproduzione. Pena (in extremis) l'estinzione.

E' d'obbligo ora richiamare attenzione a non mistificare il concetto di malattia con quello di diversità. Avere una malattia che ci fa funzionare in modo anomalo, non significa semplicisticamente avere organi che funzionano in modo diverso. La diversità anzi è prerogativa di evoluzione ed è proprio la comprensione del limite tra la diversa variabilità della funzionalità di un organo e la perdita di tale funzione, la scoperta importante di cui ogni persona deve prendere consapevolezza. Questa scoperta è l'unica via per comprendere il significato della propria esistenza e amorevolmente accettarlo.
Ecco perchè è fondamentale la comprensione della curva di Gauss come guida alla portata di tutti per la comprensione della realtà che viviamo.

Riscontriamo quindi che la natura valorizza la diversità funzionale (vedi deviazioni standard) poichè garantisce la risposta idonea alle modificazioni ambientali, e quindi la sopravvivenza. Ma tutto ciò che supera il limite della diversità tale da compromettere la funzione, diventa patologico ed è isolato. Emarginato.

C'è poco da fare. L'essere umano è ancora schiavo di questo istinto di sopravvivenza innato. Primordiale quanto la prima cellula da cui si è evoluto in milioni di anni. E così come per migliaia di anni si sono isolati lebbrosi e invalidi all'insegna anche di giustificazioni metafisiche come " il peccato", oggi ancora confiniamo portatori di handicapp o ammalati di AIDS.

"Non sono normali". Questa è la motivazione alla base di questo atteggiamento. Che fino alle scoperte della microbiologia moderna da un punto di vista preventivo delle malattie infettive, poteva anche avere un risvolto positivo da questo punto di vista. Oggi però no. E dobbiamo riflettere bene su questo atteggiamento.
"Non sono normali...non funzionano bene" è l'istinto che ha portato all'identificazione e al confinamento anche degli omosessuali. Derisi e denigrati in modo insulso e meschino. Esattamente come lo sono stati per millenni, e lo sono ancora oggi in molti contesti, i portatori di handicapp, e non da ultimo le persone vecchie in genere. "Non funzionano più bene". E le mettiamo da parte.

Ma questo istinto è stimolato dal contatto con qualsiasi malattia cronica. Che sia un diabete, o un tumore, o un insufficienza renale cronica... la paura atavica è di essere "contaminati". E nonostante le apparenti formule di perbenismo "poverino, che pena!" da queste persone ci teniamo a dovuta distanza confidenziale.
L'essere umano esige sentirsi normale. L'uomo moderno perfettamente normale. E tutto ciò che desta anche solamente sospetto che non lo sia, viene emarginato.

Personalmente credo che l'interpretazione che l'omeopatia moderna conferisce alla malattia come stato costituzionale universale dell'esistenza biologica (per cui tutti siamo ammalati, dalla nascita alla morte) sia una  rivoluzione epocale positiva per superare questo istinto primordiale.
Comprendendo questo approccio, si può facilmente dedurre che se la fobia per la malattia in passato quando eravamo più scimmie che uomini ha avuto uno scopo evolutivo preventivo, oggi che siamo più uomini che scimmie (ci sentiamo già Dio ma la strada per essere uomini veri è ancora lunga) sta compiendo danni esistenziali più disastrosi di qualsiasi malattia infettiva del passato da cui ci siamo difesi con questo istinto precauzionale.





L'omosessualità dramma interiore, l'omofobia piaga sociale.


Essere affetti da disturbi della sfera riproduttiva significa andare incontro a ridicole pesanti spettacolarizzazioni sociali. Impotenza sessuale, frigidità, eiaculazione precoce si prestano bene come potenziali substrati di sottili barzellette. Non lo saranno mai il diabete, l'insufficienza renale o i tumori.
Questo ha a che fare con l'istinto di competizione che mette la sessualità in prima linea sulla dominanza territoriale in attualissimi contesti sociali, in primis il lavoro. Ironizzare su deficit di funzionalità sessuale alimenta l'ego mimando una virtuale posizione di dominanza in chi fruisce di questo sarcasmo.

Innegabile che questo habitus mentale abbia inghiottito anche il tema dell'omosessualità. Con connotati drammatici. Perchè mentre verso altri disturbi sessuali si arriva a scherzare ma mai con cattiveria celando uno scaramantico rispetto, il carattere velato, sfumato, ambiguamente organico della deviazione omosessuale fa sì che su di essa si sfoghi una ignobile cattiveria.

Cattiveria gratuita e ignorante, quella dell'omofobia che non può trovare alcuna giustificazione. In alcun momento storico. Oggi più che mai nell'era dell'informatica, dell'informazione globale.
Trova invece giustificazione tutta la rabbia e la frustrazione che emerge dalla voglia di riscatto di normali cittadini ammalati (ora sappiamo che non è una contraddizione) contro tanta malignità e discriminazione sociale. Purtroppo sono rabbia e frustrazione che sfociano spesso a loro volta in arroganza e disprezzo, tale è l'ossessiva pretesa di non essere ritenuti diversi.

A titolo personale io stesso mi scuso se questa disamina susciterà tale risentimento essendomi permesso di esprimere queste stesse definizioni.
Ma come sopra accennato l'ho fatto per far luce in scienza e coscienza su cognizioni di causa per andare oltre tabù, pregiudizi, ignoranza e antichi istinti più vicini all'animale che all'uomo. Perchè purtroppo sono fonte di odio e scontro sociale. Questo è solo un personale contributo intorno a soluzioni intellettuali per superarle.







L'omosessualità ...potenziale cura dell'omofobia?

Considerazioni personali



Credo che la fine di ogni omofobia sia in mano all'onestà intellettuale degli omosessuali, giacchè di intellettuale un omofobo ha ben poco ed è perciò causa persa cercare di sensibilizzarlo sul tema.

Tra l'altro è indiscutibilmente dimostrato e dimostrabile che chi vive inclinazioni sessuali deviate ha sensibilità e intelligenze tendenzialmente straordinariamente sopra la media. E questo pure è istinto di sopravvivenza in chi convive con i drammi, ma non approfondiamo oltre.
Voglio permettermi quindi di esprimere una convinzione. Qualora fosse serenamente accettata amorevolmente dagli omosessuali la propria condizione di non normalità, in modo del tutto naturale come è naturale che sia, perchè è una cosa naturale, senza la pretesa di essere ritenuti normali su un aspetto che normale in natura non è, giusto per sfidare l'ignoranza di chi con cattiveria prova gusto pervertito a denigrare le diversità in genere (gli omofobi), ebbene in quel momento esatto quell'ignoranza, quella cattiveria, quelle perversioni scemeranno. Da sè. Forse non in modo immediato, forse molto lentamente, ma sono convinto che scompariranno.

Perchè l'omofobo non si cura delle definizioni sapienti, dell'amor di scienza, della consapevolezza degli eventi naturali. L'omofobo ha un solo scopo: veder soffrire.
L'obiettivo dell'omofobo è umiliare, e lo appaga vedersi davanti persone scoppiare di rabbia per essere considerate per ciò che sono. Ciò gli è permesso dal fatto che il senso comune ha trasformato una semplice naturale e universale definizione (essere non-normali, essere malati) in offesa. Ebbene essere non-normali non deve più essere ritenuta un'offesa. Perchè è una condizione universale da accettare con amore fraterno.

Quindi personalmente sono convinto che l'intelligenza e la sensibilità degli omosessuali sia l'unica cura contro la piaga sociale dell'omofobia. Arma che può confinarla e radicarla rendendola a sua volta un fenomeno autolimitante.
Se il mondo omosessuale cogliesse questa importante sfida, smettendo di soffrire per una condizione naturale accettando la naturale definizione di se stesso, smettendo quindi di reagire incoscientemente a un disprezzo subito, e iniziando invece a reagire ad esso coscientemente e scientificamente (scienza e coscienza sono le uniche vie della serenità)  sarebbe l'esternazione di un processo etico-sociale straordinario. 

Concludo quindi ripetendo di aver trattato qui questo ostico e delicato argomento mosso dalla profonda speranza che il tema dell'omosessualità cessi di essere pretesto di scontri di civiltà. Soprattutto nell'attuale periodo storico in cui l'autorità oligarchica che ci governa, pur di preservare i propri privilegi, è pronta ad alimentare qualsiasi strategia di tensione sociale.

Mentre un popolo di persone che impara a comunicare per far rispettare e apprezzare reciprocamente le proprie diversità, è il fondamento di quella condivisione che pone fine a ogni supremazia di uomini verso altri uomini.







Le inclinazioni sessuali. Normalità e naturali deviazioni


Per finire analizziamo in modo schematico come si manifestano le inclinazioni sessuali in natura al fine di sfatare generalizzazioni e approssimazioni ambigue spesso frutto solo di insulso perbenismo, ma che fanno perdere il senso della realtà. Recuperiamolo e riabbracciamolo con rispetto.




L'eterosessualità è l'inclinazione sessuale normale in natura. Gli individui si sentono sessualmente attratti dal sesso opposto. Ciò prevede che il corredo genetico sessuale (cromosomi sessuali femminili XX, maschili XY) si sia trasmesso ed espresso in modo corretto. Prevede corretto sviluppo ormonale, comportamentale e sociale che riconduce all'identità di genere nell'infanzia. Prevede infine che la sfera psichica dell'individuo di qualsiasi età non sia traumatizzata da eventi che portano a deviare la sua normale inclinazione sessuale.

La bisessualità è attrazione sessuale verso entrambi i generi. Se è una situazione sporadica dai connotati istintivi indefiniti, è presumibile che sia una compromissione prettamente psicologica. Se invece è una condizione persistente vissuta fin dalla maturità sessuale è presumibile che ci sia una componente comportamentale determinante.

L'omosessualità è attrazione esclusiva verso lo stesso genere. Il comportamento sessuale è privato della normale funzione attrattiva verso il sesso opposto. Tale disfunzione coinvolge perciò qualcosa di più profondo della sfera psichica, riconducibile alla fase di sviluppo della personalità dell'individuo, quella fase in cui avviene l'identità di genere (prima infanzia).

La transessualità infine è una deviazione dell'inclinazione sessuale che ha radici ancora più costituzionali dell'omosessualità. L'individuo non si sente semplicemente attratto dallo stesso sesso, ma identifica l'intera propria personalità al sesso che geneticamente non gli appartiene. La compromissione psichica e comportamentale è evidentemente riflesso di un profondo imprinting sessuale alterato, o ipotetici shock epigenetici.